Giornata Internazionale della Logopedia 2023

6 Marzo 2023 by Silvia Mari0
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Sempre più felice di essere una logopedista! E sempre di più mi rendo conto dell’importanza di una giornata come quella di oggi che dia soprattutto l’opportunità di INFORMARE. C’è un grande bisogno di sensibilizzare i genitori ed il pubblico in generale del lavoro che svolgiamo tutti i giorni.

Ancora si aspetta troppo tempo prima di chiedere l’aiuto di una logopedista. Ancora troppe volte a studio arrivano famiglie alle quali anche pediatre, neuropsicologi, maestre, è stato detto di aspettare.
Ancora scopriamo, quasi quotidianamente, ipoacusie congenite a 12 anni. Ancora vediamo bambini e bambine che balbettano da anni ai quali viene detto di aspettare. Ancora ci confrontiamo con liceali che sono stati appena diagnosticati con DSA (Disturbo Specifico dell’Apprendimento) quando si sarebbe potuto controllare già alla fine della seconda elementare. Ancora parlo regolarmente con genitori di bambine e bambine di 3 anni che o non parlano o lo fanno a malapena ai quali è stato detto di aspettare e che la logopedia sarebbe troppo impegnativa per una bambina piccola. Ancora arrivano famiglie di bambine o bambini bilingui e/o multilingui con difficoltà del linguaggio ai quali è stato detto che essere esposti a più lingue confonde ed è per questo che sono in ritardo.

Ma, mi chiedo, che cosa aspettiamo? Perché si consiglia di aspettare? Purtroppo, non c’è una risposta. Infatti, ormai da anni, il consensus scientifico è ormai unanime nell’affermare che intervenire presto, appena si presenta un problema del linguaggio è la chiave per la risoluzione più veloce, efficace ed efficiente in caso di patologie della comunicazione.

Aspettare spesso significa che:

  • la difficoltà del linguaggio vada a impattare negativamente l’autostima di bambini e bambine
  •  sia troppo tardi per dare consigli preziosi ai genitori che non sono pronti a gestire una figlia che balbetta e spesso possono dare consigli errati e che non vanno oltre a ciò che si legge su internet, ovvero “fai finta di niente e non interromperlo”. Ma non basta.
  •  un ragazzo si convinca di essere “stupido” perché ancora si sente dire che è pigro se non legge bene o sbaglia le doppie, “e se solo ti impegnassi di più..”

Spesso, aspettare equivale solo a chiudersi gli occhi nella speranza che, se c’è qualcosa che non va, questa vada via magicamente, da sola.

Solo se prendiamo le difficoltà del linguaggio in tempo, la qualità della vita di bambini e bambine (e, dunque, delle loro famiglie) ha la possibilità di migliorare e di sviluppare al massimo la propria potenzialità.

Vi do una notizia: logopedisti e logopediste sono gli unici esperti della comunicazione e del linguaggio. Non aspettate, chiedete a loro se, veramente, si deve aspettare, e fatevi dire il perché. Noi le risposte le abbiamo, è il nostro lavoro!


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