Apprendimento del linguaggio nei bambini

22 Luglio 2020 by Silvia Mari0
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Come si può aiutare un bambino a parlare meglio?

Bimbe e bimbi imparano ad ascoltare e parlare in momenti diversi. Imparano tantissimo dal momento in cui nascono e capiscono molte parole prima che le possano dire. È importante dare loro la possibilità di ascoltarci. Suggerisco a mamme e papà di parlare molto ai bambini, anche delle piccole attività quotidiane che li vedono coinvolti. Anche leggere è importante, soprattutto grandi libri colorati, guardare le figure con loro, dire i loro nomi e semplici descrizioni. Impariamo molto tramite imitazione, e dunque, imitiamo i versi dei bambini, i loro suoni, anche le facce buffe che fanno. Parliamo con loro e facciamogli domande anche quando ancora non possono capire. Cantiamo canzoncine con loro e filastrocche, possibilmente in rima, così che capiscano la prosodia, il ritmo del linguaggio. Quando sono un pochino più grandi e già parlano, ascoltiamo attentamente ciò che dicono ed espandiamo le loro frasi, il loro linguaggio con qualche parolina in più, in modo graduale.

Quali sono gli errori dei genitori che ostacolano l’apprendimento del linguaggio?

Nella mia esperienza clinica non penso di avere mai incontrato genitori che abbiano commesso errori tali da ostacolare l’apprendimento del linguaggio in un bambino o in una bambina che sta imparando il linguaggio seguendo le normali tappe dello sviluppo del linguaggio. Dunque, quello che suggerisco è di essere informati e sapere 5 semplici cose fondamentali:

1 L’apprendimento del linguaggio comincia presto, già dentro la pancia della mamma.

2 Succede velocemente: tra i 2 ed i 6 anni imparano circa 10 parole al giorno e a 6 anni già hanno un vocabolario di circa 14.000 parole. E nei seguenti 6 anni, lo sviluppo del linguaggio sarà ancora più veloce, raggiungendo circa 20 nuove parole apprese al giorno.

3 Ogni bambino è diverso: nessun bambino apprende il linguaggio come un altro bambino.

4 Gli errori fanno bene, anzi, ci rivelano che i bambini stanno imparando le regole non scritte del linguaggio.

5 Non è importante come si parla ma quello che si dice. Dunque, non è necessario correggere gli errori dei nostri figli, bensì continuare a dare un modello corretto. Il nostro compito è quello di parlare normalmente ai nostri bambini di quello in cui loro sono interessati e poi loro penseranno al resto.

A 2 anni quante parole un bambino dovrebbe saper pronunciare e capire?

Al compimento del secondo anno di vita, tipicamente ha un bagaglio minimo di 50 parole (che dovranno aumentare a circa 250/500 al compimento del terzo anno di vita), comincia ad usare molte parole nuove, appunto, dice i nomi delle figure dei libri e fa domande, quali: “Che cos’è questo?”, “Chi è?”, “Dov’è il gatto?”. Dal punto di vista della comprensione, indica alcuni parti del corpo sotto richiesta, segue direzioni singole come “Tira la palla”, “Dai un bacio al bimbo”, ecc… e risponde a domande come “Chi è?”, “Dov’è la tua scarpa?”. Ascolta semplici storie, canzoncine e rime.

A che età l’apprendimento del linguaggio dovrebbe essere completo. Quando dovrebbe sapersi esprimere correttamente in relazione ai suoi bisogni?

Diciamo che al compimento del quinto anno di vita, lo sviluppo del linguaggio deve essere completo, nel senso che il bambino è in grado di utilizzare strutture frasali che assomigliano quasi totalmente a quelle di un adulto. L’inventario fonetico (la produzione dei suoni) è pressoché completo, fatta eccezione del suon /r/. Il bambino capisce concetti spaziali e temporali, segue direzioni complesse, capisce la maggiore parte delle cose che ascolta a casa e a scuola. Parla appropriatamente ed in modo diverso a seconda dei contesti, racconta storie, riesce a mantenere viva una conversazione, nomina lettere e numeri. Diciamo che ha sviluppato tutti quei prerequisiti necessari per l’apprendimento della letto-scrittura. Infatti, tra il linguaggio verbale e quello scritto esiste una “cerniera”, un legame invisibile (chiamata metafonologia) dove il bambino diventa attivo e riflette sulla parola. Ecco perché in caso di ritardi del linguaggio è assolutamente errato aspettare troppo ed è necessario un intervento non precoce bensì tempestivo (early intervention), perché i ritardi del linguaggio orale non si riflettano negativamente sugli apprendimenti scolastici.

C’è differenza tra bambine e bambini nell’apprendimento del linguaggio e perché?

I bambini producono le loro prima parole e frasi un pochino più tardi rispetto alle bambine. Però, queste differenze sono solo una questione di pochissimi mesi. Come abbiamo già detto, c’è un range all’interno del quale accade lo sviluppo della produzione dei suoni e del linguaggio, ci sono delle pietre miliari valide per bambini e bambine in tutte le lingue. Bene, secondo alcuni ricercatori nel 2010, “le bambine tendono a stare all’inizio del range, mentre i bambini verso la fine. Quindi, i bambini non hanno un ritardo dello sviluppo del linguaggio, bensì, tipicamente, sono un pochino più indietro rispetto a quello delle bambine. Dunque, se un bambino è in ritardo nello sviluppo dei suoni e del linguaggio, non dobbiamo fare l’errore di pensare che siccome è maschio allora è perfettamente normale. In realtà potrebbe avere bisogno di un intervento logopedico.

Inoltre, è anche vero che ci sono più bambini che bambine con una varietà di difficoltà nel linguaggio. L’incidenza di difficoltà del linguaggio è più alta nei maschi rispetto alle femmine. Un rapporto che va da 2:1 a 3:1. L’incidenza dell’autismo è anche più alto, quattro volte più comune nei maschi rispetto alle femmine.


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